Musica. La rivista



Nella primavera del 1977 nasceva MUSICA, fondata e firmata da Umberto Masini, che nel suo primo editoriale presentava i propri intenti con un chiarissimo manifesto programmatico; anzitutto individuava un pubblico “che è composto da appassionati, collezionisti e professionisti della musica”, quindi stabiliva i due binari entro cui la rivista si sarebbe mossa, ossia una vasta informazione discografica e la rivalutazione della figura dell’interprete “come parte essenziale ed imprescindibile della creatività musicale”. A quasi 40 anni di distanza, in un mondo diversissimo, in un panorama che, per la musica classica, è cambiato in profondità (non vogliamo dire che è peggiorato: perché si tende sempre a mitizzare il passato, ricordandone gli aspetti positivi e rimuovendo quelli dolorosi o critici), ebbene, ancora oggi MUSICA mantiene ben salde queste linee guida. La discografia, anzitutto: siamo passati dal disco a 33 giri al regno del CD, dall’avvento della videografia tramite le precarie videocassette ai DVD e ai BluRay, fino al dominio della musica liquida, qua e là accompagnato da fenomeni di revival dell’LP, ancora di nicchia ma con numeri non trascurabili. Con la direzione di Umberto Masini, fino al 1999, con il breve interregno di Laura Poli, con il lungo periodo di Stephen Hastings (2001-2014) e con Nicola Cattò, direttore dal 2014, MUSICA si è trasformata: la cadenza delle uscite si è fatta mensile, l’attenzione all’attualità più stretta, riflettendo i gusti di chi firmava le pagine e del mondo che ci circondava, ma mantenendo come stella polare l’onestà intellettuale e la competenza. MUSICA non è una rivista ruffiana, non si rivolge al lettore sprovveduto: ma evidentemente è stata una scelta che ha premiato, se nessuna delle riviste esistenti 40 anni fa è ancora oggi attiva, mentre la nostra lo è.

Abbiamo fatto parte delle più prestigiose giurie internazionali, dal Cannes Classical Awards, al Midem Classical Awards, agli attuali ICMA, conferendo riconoscimenti che hanno premiato grandi interpreti, e non luccicanti prodotti dell’industria discografica, un tempo -- oggi molto meno -- potente e opulenta. Abbiamo dato spazio, nelle nostre pagine, ai grandi nomi e incoraggiato i giovani talenti, specie quelli italiani, che hanno goduto di una vetrina altrimenti a loro negata; abbiamo cercato di rinnovarci e migliorarci, pur mantenendo i nostri tratti distintivi, e questo sito nuovo di zecca lo dimostra. Un sito che non vuole sostituire la rivista cartacea, ma affiancarla e potenziarla. Perché di forum, tribune, recensioni più o meno improvvisate, anche nel mondo della musica classica, il web è pieno: ma abbiamo la presunzione che MUSICA offra una garanzia di serietà e qualità difficilmente reperibile altrove.
Il numero in edicola di MUSICA e tutti gli arretrati, sono disponibili in formato cartaceo e in PDF.



 

MUSICA was created in spring 1977, founded and edited by Umberto Masini who, in his first editorial, was very open about his aims and goals: firstly, he set his focus on a target “made of music lovers, collectors and professionals”, and then he described the two lines that should trace the root. These were a large part of the magazine devoted to recordings and the reappraisal of the performer “as essential and necessary part of musical creativity”. Almost 40 years later our world is very different, and the classical music “environment” has changed deeply (changed, not worsened: because we always tend to turn one's past into a legend, forgetting the sad parts of it), but MUSICA still takes these conditions, these starting points very seriously. Discography has switched from 33 rpm to the reign of CD, from videotapes to DVD and Blurays, arriving to nowadays’ supremacy of liquid music, which is accompanied by the LP revival, even if it’s still a niche. Many editors have led the magazine, from Umberto Masini (1977-1999) to Laura Poli, from Stephen Hastings (2001-2014) to Nicola Cattò, in charge since 2014: MUSICA has become a monthly magazine, the news section has become richer and more accurate, the style has reflected the tastes of the contributors and the changing world, but we have always had as polestar intellectual integrity and knowledge. MUSICA is not an “easy” magazine, for every reader: but our choice must have been wise, if MUSICA still exists after 40 years, while our old competitors are not.

We took part in the most prestigious international juries, from Cannes to Midem Classical Awards and then, nowadays, ICMA, giving awards to great performers and not listening to the once powerful cd majors. We devoted a large amount of space to the “big names”, but also encouraged the young artists, particularly the Italian ones, who had exceptional opportunities. We did our best to renew and improve ourselves, while keeping our roots firm and this brand new website will prove it. Because internet is redundant with forum, reviews of concerts and operas, but we can -- maybe arrogantly -- affirm that MUSICA can offer a seal of quality not easily to be found elsewhere.