• Manuale tecnico del pianista concertista
Si dice e si ripete oggi comunemente che nel pubblico della musica “classica” il naturale ricambio generazionale sta diventando problematico e che questo fenomeno colpisce particolarmente il concerto da camera e il recital, mentre è un po’ meno preoccupante per il concerto sinfonico e per il teatro. Gettare per ciò la croce sulla scuola, sui giornali, sulle televisioni, sui politici, come si usa, serve però soltanto ad eludere il problema di fondo, che riguarda sì la scuola, i giornali, le televisioni, i politici, ma anche, e molto, i musicisti, sia compositori che interpreti. La critica della prima metà del Novecento dibatté a lungo e accanitamente il problema dell’interpretazione musicale, il più spesso in modo astrattamente filosofico e con una conoscenza del fenomeno assai rudimentale o addirittura del tutto assente. Separando concettualmente il campo dell’arte e il campo della tecnica si cercò di rinserrare l’interprete nell’uno o nell’altro, con il risultato compromissorio di riconoscere alla fine in lui il tecnico al quale non doveva mancare, sebbene fosse di secondaria importanza, un certo quid artistico. Questa concezione della figura dell’interprete venne elaborata teoreticamente mentre i compositori tendevano a loro volta a limitare progressivamente il campo di autonomia dell’interprete e a vedere in lui il tecnico o tutt’al più l’artigiano che con sensibilità e accortezza trasformava in suono ciò che il creatore aveva fissato come segno sulla carta. Dal processo creativo e dal processo riproduttivo restava però escluso il pubblico, filosofia ed estetica marciavano per conto loro senza il supporto della sociologia. I compositori si resero tuttavia conto del fatto che questo modo di procedere li stava portando in un vicolo cieco e riuscirono negli ultimi decenni del secolo a rivedere le posizioni consolidate e a superarle. Anche gli interpreti, aiutati in ciò dai risultati ottenuti dalla ricerca filologica, stanno mettendo in forse i canoni del secolo passato; ma la transizione dalle vecchie certezze a certezze nuove non si è ancora compiuta, e tanto meno si è compiuta nel campo della didattica. Il Manuale tecnico del pianista concertista intende appunto esaminare in modo non dottrinario ma pragmatico ciò che sta accadendo e inserire nel gioco, accanto ai temi tradizionali del rapporto con il testo e con lo strumento, il tema basilare del rapporto con il pubblico. Le prospettive dei giovani che si stanno preparando a dare un volto all’interpretazione nel secolo nato da poco mutano rapidamente: è dunque il caso di cominciare a rifletterci sopra senza basarsi né su vecchi né su nuovi dogmatismi. Con numerosi esempi musicali
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Autore: Rattalino Piero
Caratteristiche
Anno di pubblicazione 2007
Collana Autonomo
Dati tecnici pp. 174 - formato cm. 17x24 - con numerosi esempi musicali
Rassegna stampa [...] ...ha pagine interessanti anche per il semplice appassionato. *(M. Ver., Leggere)*. [...] Un manuale che non può essere ignorato da chi ama e vive il pianoforte. *(Michele Gioiosa, Musica e Scuola)*. [...] ...non un semplice elenco di tecniche e trucchi del mestiere, ma una guida maieutica.... *(Carlo Lanfossi, Il Giornale della Musica)*.
Tipo Cartaceo

Manuale tecnico del pianista concertista

  • Autore: Rattalino Piero
  • Codice: 978-88-87203-60-1
  • Disponibilità: Disponibile
  • 17,00€



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